Manifestazioni cliniche neurologiche, neuroinvasività e relativo valore prognostico nella infezione da SARS-Cov-2 (NeuroCovid19).

Manifestazioni cliniche neurologiche, neuroinvasività e relativo valore prognostico nella infezione da SARS-Cov-2 (NeuroCovid19). 

Coordinato dalla professoressa Maura Pugliatti, Clinica Neurologica del dipartimento di Scienze Biomediche e Chirurgico-Specialistiche, e Direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerca per lo Studio della Sclerosi Multipla e delle Malattie Infiammatorie e Degenerative del Sistema Nervoso, in collaborazione con le UUOO di Neurologia, (UOSD) di Neurofisiologia Clinica, di Medicina Interna Universitaria e Clinica Medica, Pneumologia, Malattie Infettive Universitaria e Ospedaliera, Terapia intensiva e Anestesia e Rianimazione.

NeuroCovid19 intende analizzare le manifestazioni neurologiche e i segni di neuroinvasività del SARS-Cov-2 e il loro ruolo prognostico in Covid19, con particolare riferimento alla letalità, ai tempi necessari per la ventilazione assistita e ingresso in terapia intensiva, così come alla guarigione e alle autonomie o disabilità residue. Il Coronavirus è naturalmente neuroinvasivo, neurotropo, e potenzialmente neurovirulento nell’ambito di una disregolazione della risposta immune, o di replicazione virale in-situ, causa diretta di danno alle cellule del sistema nervoso centrale. Pur non escludendo l’interessamento del sistema nervoso centrale (SNC) attraverso la disseminazione ematica, i coronavirus possono infettare corteccia cerebrale e ippocampo attraverso il bulbo olfattivo, e mediante un possibile percorso transneuronale, raggiungere il tronco encefalico e il midollo spinale. L’interessamento del tronco encefalico potrebbe essere responsabile della disfunzione dei centri cardiorespiratori centrali aggravando l’insufficienza respiratoria di natura polmonare interstiziale. Altre implicazioni neurologiche potenzialmente associate alle prognosi peggiori della malattia COVID19 possono riguardare l’incidenza di ictus ischemici cerebrali per effetto di disordini della coagulazione del sangue, così come affezioni neuromuscolari subentranti di carattere infettivo o post-infettivo da SARS-Cov-2, anch’esse potenziali complicanze dell’insufficienza respiratoria oltre che di una disabilità a lungo termine, o dell’exitus.

Rilevanza dello studio. Mediante la ricerca dell’incidenza e della prevalenza di manifestazioni neurologiche, la loro caratterizzazione diagnostica, la presenza di comorbilità e fattori socio-demografici all’ingresso dei pazienti nella coorte COVID19 nonché dei segni di neuro invasività alla diagnostica liquorale e laboratoristico-strumentale, NeuroCovid19 si prefigge di identificare gruppi di pazienti con COVID19 a maggiore rischio di mortalità o conseguenze serie quo ad valetudinem, e fattori su cui tarare percorsi diagnostico-terapeutico assistenziali per soddisfare i relativi bisogni assistenziali.

NeuroCovid19 infine potrebbe contribuire a fornire informazioni nell’ambito di una stadiazione di COVID19, identificando precocemente le complicanze neurologiche, in genere ritardate rispetto ai sintomi d’esordio dell’infezione primaria, ed il tempo di comparsa delle stesse, ancora poco definito.