Estratto da “Soffrire di rinite allergica non rende più facile contrarre il Covid”

Nell’articolo “Soffrire di rinite allergica non rende più facile contrarre il Covid” pubblicato da Il Resto del Carlino il 6 maggio 2020, il Prof. Giacomo Caio risponde alla domanda se soffrire di allergie collegate alla primavera può essere un fattore di rischio per il Covid-19 “[…] Al momento gli studi effettuati su questo tipo di malattia dicono che le allergie che colpiscono le persone non sono un fattore di rischio. Così come mi permetto di affermare, visto che me ne occupo, non è un fattore di rischio per i celiaci”.

Sulle differenze fra i sintomi del “raffreddore da fieno” e il Covid-19 “[…] Sempre più persone soffrono di questa allergia che di solito si presenta con il naso che cola, il naso tappato e un muco che è di tipo cristallino. Poi ci sono gli starnuti: quando si tratta di allergia inalatoria al polline o alle graminacee, ad esempio, questi arrivano a raffica. Ma c’è un sintomo che differisce parecchio dal Covid: il prurito. Agli occhi, al naso, alla bocca e persino alle orecchie […] Un altro sintomo distintivo è la febbre. Con la rinite allergica non compare mai […]”.

Sulla relazione tra allergia e età “[…] La medicina con il passare del tempo cambia. E anche l’allergologia. Quella classica sosteneva che fossero più una caratteristica dei giovani […] oggi colpiscono anche gli anziani nonostante il loro sistema immunitario sia meno reattivo di quello di un giovane […] Ci sono una serie di fattori. Ad esempio la vitamina D che è sicuramente il ‘direttore d’orchestra’ del nostro sistema immunitario. Poi c’è la causa macrobiotica collegata a batteri, virus e funghi e mi consenta di dire che molto spesso c’è anche il rischio di sviluppare allergie fra coloro che si puliscono troppo. In pratica queste persone non abituano il sistema immunitario ad avere a che fare con il polline […]”