Estratto da “Ora per ora come vivere al meglio le giornate passate a casa”. 23 aprile 2020

Nell’articolo “Ora per ora come vivere al meglio le giornate passate a casa” a firma di Nicoletta Carbone, si parla della … nuova esperienza del “Io resto a casa”…un vero scossone alle nostre abitudini [...] Intervistato il Prof Roberto Manfredini spiega [...] “Ad avvantaggiarsi saranno le persone con cronotipo “notturno” ( i cosiddetti gufi) per i quali l’alzataccia del mattino rappresenta il momento critico della giornata […]"

Sull’importanza di poter godere di un po’ di luce naturale dalla finestra, dal balcone, dal terrazzo o dal giardino il Prof. Manfredini afferma [...] “In primavera 3-4 esposizioni alla settimana della durata di 20-30 minuti (viso e mani/avambracci) possono garantire il fabbisogno giornaliero normale (400-600 unità al giorno) di vitamina D, con molteplici benefici, tra l’altro, per gli apparati scheletrico, muscolare, cardiovascolare e per il metabolismo […]"

E in merito allo smartworking [...] “Ricordando la regola del 20-20-20: ogni 20 minuti staccare gli occhi dallo schermo per almeno 20 secondi e guardare una cosa ad almeno 20 metri di distanza […]” Sul dopopranzo [...] “15-20 minuti di pisolino vanno benissimo perché poi si sarà più produttivi alla ripresa delle attività […]"

Sul pomeriggio [...] “L’aumento della temperatura corporea in queste ore, superiore anche fino a 1°C rispetto al mattino, è indicatore del fatto che la macchina metabolica sta lavorando a pieno ritmo e dà il massimo. Per questo le ore pomeridiane sono le migliori per sport muscolari […]"

Sull’ora di cena [...] magari anticipata rispetto al solito: 19-19.30 (e comunque almeno 2-3 ore prima di coricarsi) “No ai dolci con zuccheri semplici [...] e meglio evitare alcol e caffè, noti disturbatori del sonno [...] E, soprattutto, la sera niente computer, videogiochi, smartphone (soprattutto no a bambini e adolescenti) e a letto fra le 23 e mezzanotte. Il rischio altrimenti è quello della deprivazione da sonno e di conseguenze metaboliche, fino al diabete mellito[…]"