PROCEDURA PENALE INTERNAZIONALE

Anno accademico e docente
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English course description
Anno accademico
2017/2018
Docente
CRISTIANA VALENTINI
Crediti formativi
6
Periodo didattico
Secondo Semestre
SSD
IUS/16

Obiettivi formativi

Il corso completa gli insegnamenti fondamentali in àmbito processualpenalistico, fornendo agli studenti le essenziali cognizioni in punto di rapporti con autorità giurisdizionali straniere in materia penale.
Le principali conoscenze acquisite saranno:
a) conoscenza dei profili normativi degli istituti regolati dal libro XI del codice di rito penale e dalla normativa eurounitaria in punto di ricerca della prova e di consegna dell’accusato/condannato per reati transnazionali;
b) conoscenza dei principali orientamenti giurisprudenziali (Corti interne, europee ed internazionali) in tema di collaborazione tra Stati contro il crimine transfrontaliero, comprendendo in tale categoria anche i core crimes, tradizionalmente rimessi al giudizio delle Corti internazionali (Tribunali della ex Jugoslavia e del Rwanda, e Corte penale internazionale).
Le principali abilità (ossia la capacità di applicare le conoscenze acquisite) saranno:
a) per un livello di sufficienza (voti dal 18 al 24):
- comprensione ed uso del lessico proprio della materia, anche nello studio di provvedimenti giurisdizionali dell’autorità nostrana o straniera;
b) per un livello buono (voti dal 25 al 27), oltre all’abilità indicata sub a):
- capacità di cogliere – e di spiegare – come la gelosa tutela della sovranità nazionale possa talora costituire un limite nei rapporti tra diverse autorità nazionali nella lotta al crimine;
c) per un livello di eccellenza (voti dal 28 in su), oltre alle abilità indicate sub a) e b):
- capacità di formulare ipotesi di soluzione ai problemi derivanti dall’ingiustificato rifiuto alla collaborazione tra Stati per la lotta al crimine, anche facendo ricorso alle cognizioni acquisite nei corsi fondamentali di Diritto Processuale Penale, Diritto Penale, Diritto Amministrativo e Diritto Costituzionale;
- capacità di identificare e di riconoscere la struttura essenziale dei principali atti, il cui impiego si rivela necessario all’interlocuzione con l’autorità straniera (mandato d’arresto europeo, ordine europeo di protezione e, de iure condendo, ordine europeo d’indagine).

Prerequisiti

Il corso impone una sicura conoscenza del codice di rito penale, soprattutto nelle parti relative a prova, misure cautelari, indagini preliminari e giudizio.
È, altresì, utile una conoscenza, almeno generale, del diritto dell’Unione Europea (successivo al Trattato di Lisbona) e del diritto internazionale pubblico.
Sono propedeutici gli esami di Procedura Penale (per il Triennio), Diritto Processuale Penale I (per la Laurea Magistrale, vecchio ordinamento) e Diritto Processuale Penale (per la Laurea Magistrale, nuovo ordinamento).

Contenuti del corso

1. Introduzione al corso: la giustizia penale internazionale tra comuni esigenze di lotta al crimine transfrontaliero e spinte conservatrici di tutela della sovranità nazionale (2 ore);
2. Giustizia penale internazionale: l'idea di "crimine internazionale" e le sue componenti; breve storia dei tribunali internazionali, da Norimberga all'Aja; il principio di cooperazione tra la Corte penale internazionale e gli Stati parte; le fonti della Corte penale internazionale (Statuto e regolamenti); l'applicazione delle sanzioni; l'obiettivo dell'esecuzione diretta a fronte di una realtà dell'esecuzione indiretta; i recenti problemi della Corte; la vittima nella giustizia penale internazionale (8 ore).
3. L'incidenza del diritto eurounitario sulla giustizia penale interna: cooperazione "per convenzioni", metodo intergovernativo e comunitarizzazione del terzo pilastro; mandato d'arresto europeo; ordine europeo di indagine; ordine europeo di protezione della vittima; l'attuazione unionista di provvedimenti cautelari (8 ore).
4. Il ruolo residuale delle regole di diritto interno; il principio del mutuo riconoscimento; estradizioni; rogatorie; riconoscimento della sentenza straniera; esecuzione della decisione italiana all'estero; trasferimento di procedimenti penali (12 ore).
5. Un problema specifico: l'umanità della pena come limite alla cooperazione giudiziaria. Pena di morte (USA) e "carcere duro" (Italia) a confronto (2 ore)
6. Seminari di approfondimento: caso Kunarac, Kovac e Vukovic davanti al Tribunale per la ex Jugoslavia; caso Hurst (pena di morte in Florida) (6 ore).

Metodi didattici

Si alternano lezioni frontali a momenti seminariali. Nelle lezioni frontali, per ciascun argomento, sarà dapprima illustrato il profilo normativo, e poi saranno esposti i più rilevanti nodi problematici, e infine si inviteranno gli studenti al confronto su di essi, anche nell’ottica di sollecitarli ad individuare possibili soluzioni ai problemi posti.
I seminari prevedono l’attiva partecipazione degli Studenti.
Per ciascuno degli argomenti in programma, il Docente fornirà agli Studenti frequentanti, con ragionevole anticipo sulla lezione, materiale normativo, dottrinale, giurisprudenziale, di cronaca, e – laddove possibile, e con l’espunzione di ogni dato sensibile – riferito a casi pratici, realmente esistenti. Ogni lezione, poi, si aprirà con l’esposizione della questione controversa, passandosi, poi, alla discussione con gli Studenti che vorranno porre domande o relazionare al Docente e ai Colleghi sui materiali studiati in vista della lezione.
PER OGNI ULTERIORE DUBBIO, SI VEDA LA VOCE "INFORMAZIONI UTILI" DEL MINISITO DELL'INSEGNAMENTO.

Modalità di verifica dell'apprendimento

Al di fuori dell'appello ufficioso regolamentato (maggio 2018), l’esame è orale, sia per gli Studenti frequentanti, che per i non frequentanti.
Gli Studenti frequentanti (almeno l’80% delle lezioni) risponderanno, di regola, a tre domande.
Nella valutazione complessiva si terrà conto pure della partecipazione attiva, che concorrerà a formare il voto finale.
Gli Studenti non frequentanti risponderanno, di regola, a quattro domande. La valutazione complessiva sarà data dalla media dei voti conseguiti in ciascuna risposta.
Criteri di valutazione saranno per tutti (frequentanti e non):
1. La conoscenza dei contenuti specifici della materia;
2. La capacità di sintesi e di collegamento tra le varie parti della materia o con altre materie del curriculum di studi;
3. La conoscenza, la comprensione e l’uso del linguaggio specifico.
Non sono previste prove intermedie.
Agli Studenti frequentanti è riservato il pre-appello ufficiale di maggio 2018, che si svolgerà in forma scritta (sempre tre domande aperte).

Testi di riferimento

STUDENTI FREQUENTANTI: appunti e materiali distribuiti dal Docente.
STUDENTI NON FREQUENTANTI:
1. Studio (assiduo) delle fonti: libro XI c.p.p. (aggiornato al d.lgs. 149/2017); decisione-quadro 584/2002/GAI; direttiva 99/2011/UE; direttiva 41/2014/UE; Statuto di Roma della Corte penale internazionale.
2. F. Trapella, voce "Rogatoria internazionale" da "Il penalista. Bussole", 11 gennaio 2018.
3. F. Trapella, Il provvedimento che attua la Convenzione di Bruxelles del 2000: una lunga gestazione e un destino incerto, in Processo penale e giustizia, 2018, pp. 114-130.
4. F. Trapella, Dal genocidio al ginocidio. Spunti per una riflessione sulla tutela della vittima secondo i tribunali penali internazionali, in Cassazione penale, 2017, pp. 4211-4224.
5. F. Ruggieri, Ordine di protezione europeo e legislazione italiana di attuazione: un’analisi e qualche perplessità, in Processo penale e giustizia, 2015, vol. 5, pp. 99-105.
6. M. Caianiello, La nuova direttiva UE sull’ordine europeo di indagine tra mutuo riconoscimento e ammissione reciproca delle prove, in Processo penale e giustizia, 2015, vol. 3, pp. 1-11 (il testo è reperibile sul mini-sito del corso, alla voce "Materiale didattico").
7. V. Fanchiotti, M. Miraglia, J.P. Perini, La Corte penale internazionale. Profili sostanziali e processuali, Torino, 2014, limitatamente ai capp. I ("Natura e ambito di applicazione dello Statuto"), II ("L'oggetto della giurisdizione e l'ammissibilità del caso") e VII ("La cooperazione con la Corte penale internazionale e l'ordinamento italiano), corrispondenti alle pp. da 1 a 56 e da 177 a 202.
In particolare agli Studenti non frequentanti è consigliata la consultazione di un manuale di procedura penale europea, onde acquisire cognizione dei cambiamenti incorsi con il Trattato di Lisbona nella cooperazione giudiziaria e di polizia in àmbito criminale (cd. comunitarizzazione del terzo pilastro). Si indica quale testo di riferimento, R.E. Kostoris (a cura di), Manuale di procedura penale europea, seconda edizione riveduta e ampliata, Milano, ed. Giuffré, 2015, pp. 1-61 (limitatamente alla Parte Prima, “Le fonti”).