DIRITTO PENALE EUROPEO

Anno accademico e docente
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English course description
Anno accademico
2018/2019
Docente
ALESSANDRO BERNARDI
Crediti formativi
6
Periodo didattico
Primo Semestre
SSD
IUS/17

Obiettivi formativi

Le principali conoscenze acquisite:

Conoscenza delle ragioni, delle esigenze e delle fonti del processo di europeizzazione del diritto e della procedura penale.
Conoscenza dei meccanismi di interazione tra fonti UE e diritto penale nazionale.
Conoscenza dello Spazio di Libertà Sicurezza e Giustizia delineato dal Trattato di Lisbona.
Conoscenza delle fonti in materia di estrazione e di mutuo riconoscimento in materia penale.
Il rapporto tra cooperazione in materia penale e tutela dei diritti fondamentali.

Le principali abilità acquisite
Comprendere le ragioni e le esigenze sottese ai processi di armonizzazione dei sistemi penali nazionali.
Individuare e analizzare le ipotesi di interazione tra fonti europee e diritto penale interno.
Risolvere concrete questioni penalistiche facendo applicazione delle fonti europee rilevanti.

Prerequisiti

Gli studenti debbono possedere una conoscenza generale del diritto costituzionale italiano e del diritto dell’Unione europea. Devono inoltre avere ben presenti i principi generali e gli istituti espressivi della c.d. “parte generale” del diritto penale, così come debbono sapersi destreggiare nell’interpretazione delle singole fattispecie incriminatrici. Debbono pertanto considerarsi a tutti gli effetti propedeutici i corsi di Diritto costituzionale, Diritto europeo, Diritto penale I e Diritto penale II.

Contenuti del corso

ll corso si articola, essenzialmente, in cinque parti. La prima è dedicata alla studio del diritto sanzionatorio amministrativo dell’Unione e delle sue ricadute sui sistemi penali nazionali; la seconda parte affronta le interazioni tra fonti non penali UE di diritto scritto o non scritto e norme incriminatrici nazionali; la terza parte tratta della competenza penale a carattere intergovernativo attribuita all’Unione dal Trattato di Maastricht e dei pricipali testi normativi espressivi di tale competenza; la quarta parte concerne la progressiva emersione su impulso giurisprudenziale di obblighi di incriminazione di fonte europea; la quinta parte si indirizza all’esame dei diversi profili della competenza penale indiretta attribuita all’Unione dal Trattato di Lisbona e delle sue conseguenze sui sistemi penali nazionali.

Metodi didattici

Nel corso delle lezioni i differenti aspetti del processo di europeizzazione del diritto penale saranno esaminati tenendo conto dei differenti orientamenti dottrinali esistenti nonché della giurisprudenza sviluppata in argomento dalla Corte di giustizia, dalla Corte costituzionale e talora della stessa Corte EDU. Lo studio degli effetti causati dalle norme UE, penali e non penali, sul sistema penale italiano sarà vagliato anche alla luce dell’attuale dibattito in merito ai c.d. controlimiti costituzionali e attraverso un esame critico della giurisprudenza dei giurdici interni, di merito e di legittimità. Nell’ultima parte del corso saranno organizzati seminari di approfondimento su singoli casi pratici ovvero su specifiche questioni di attualità e di rilevante interesse, quali ad esempio quella dei riflessi prodotti sul sistema penale dalla Carta dei diritti fondamentali UE.

Modalità di verifica dell'apprendimento

L’esame è orale. Lo studente viene chiamato ad esporre due o più questioni relative alle questioni di costituzionalità poste dall’avvento di una competenza penale europea, ai diversi profili d’incidenza del diritto europeo sul diritto penale, al contenuto delle decisioni quadro e delle direttive esaminate nel corso delle lezioni, alle relative norme nazionali di trasposizione. Limitatamente agli studenti partecipanti al corso, oggetto di esame potranno essere anche i casi pratici, le questioni e i temi di attualità affrontati nel corso dei seminari di approfondimento.

Testi di riferimento

− Per un approccio ai differenti profili del diritto penale europeo prima del Tr. di Maastricht:
A. BERNARDI, I tre volti del "diritto penale comunitario", in "Possibilità e limiti di un diritto penale dell'Unione europea", Milano, 1999, p. 41-96; nonché in Rivista italiana di diritto pubblico comunitario, 1999, p. 333-379.
− Prima e dopo il Tr. di Maastricht, ma prima del Tr. di Lisbona:
A. BERNARDI, Politiche di armonizzazione e sistema sanzionatorio penale, in L'area di libertà, sicurezza e giustizia. Alla ricerca di un equilibrio tra priorità di sicurezza ed esigenze di garanzia, a cura di T. Rafaraci, Milano, 2007, p. 193-287.
− Dopo il Tr. di Lisbona:
A. BERNARDI, La competenza penale accessoria dell'Unione europea: problemi e prospettive, in Diritto penale contemporaneo. Rivista trimestrale, 2012, n. 1, p. 43-78;
G. GRASSO, Il Trattato di Lisbona e le nuove competenze penali dell’Unione europea, in Studi in onore di Mario Romano, vol. IV, Napoli, 2011, p. 2307-2350;
S. MANACORDA, Diritto penale europeo, in http://www.treccani.it/enciclopedia/diritto-penale-europeo_%28Diritto_on_line%29/

− Facoltativi, per approfondimenti teorico-culturali:
A. BERNARDI, L'europeizzazione del diritto e della scienza penale, Torino, Giappichelli, 2004, sez. II, p. 53-114;
A. BERNARDI, Interpretazione conforme al diritto UE e costituzionalizzazione dell’Unione Europea. Brevi osservazioni di un penalista, in Diritto Penale Contemporaneo – Rivista trimestrale, 2013, pp. 230-241;
A. BERNARDI, Presentazione. Nei meandri dell’interpretazione conforme al diritto dell’Unione europea, in L’interpretazione conforme al diritto dell’Unione europea. Profili e limiti di un vincolo problematico, a cura di A. Bernardi, nNapoli, Jovene, 2015, p. VII-XXXIV.