Diritto processuale dell'Unione europea: il contenzioso davanti alla Corte di giustizia dell'Unione europea
Il Corso è di grande attualità, dato che - come noto - il Diritto dell’Unione europea disciplina ormai quasi tutte le branche del diritto.
Esso presenta una rilevante utilità pratica per gli studenti che saranno, in futuro, gli operatori del diritto (avvocati e magistrati in primo luogo).
Infatti, è diventata imprescindibile la conoscenza sia della tipologia di azioni esperibili davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea (che comprende tre organi giurisdizionali: la Corte di giustizia, il Tribunale e il Tribunale della funzione pubblica) sia delle regole del processo che si svolge davanti ad essa.
Peraltro, tali azioni e regole hanno subito importanti modifiche ed integrazioni a seguito dell’entrata in vigore, il 1° dicembre 2009, del Trattato di Lisbona (che ha “rivoluzionato” il quadro giuridico ed istituzionale dell’Unione europea, la quale ora si fonda sul “Trattato dell’Unione europea” e sul “Trattato sul funzionamento dell’Unione europea”).
Lo studente, pertanto, apprenderà:
- il funzionamento della Corte di giustizia dell’Unione europea nonché le regole di procedura che ne disciplinano il contenzioso;
e, in conseguenza,
- se, quando e come può proporre un ricorso contro gli atti o le omissioni delle istituzioni (e, a certe condizioni, degli organi e organismi) dell’Unione europea e/o un ricorso per il risarcimento dei danni subiti in conseguenza di tali atti od omissioni (c.d. ricorsi diretti),
e
- se, quando e come può chiedere al giudice italiano (civile, penale, amministrativo, tributario) - davanti al quale pende un determinato processo - di sospendere tale processo per sottoporre alla Corte di giustizia un quesito sulla corretta interpretazione o sulla validità del Diritto dell’Unione europea (c.d. rinvio pregiudiziale),
e, in entrambi i casi,
- come si svolgono le relative procedure.
Gli istituti oggetto di insegnamento saranno esaminati alla luce di concreti casi giurisprudenziali.
Le lezioni si terranno a Rovigo, ogni giovedì, dalle 15.00 alle 18.00 (in aula 3), per un totale di circa 40 ore.
Prima lezione: giovedì 23 febbraio 2012.
Il Corso è aperto:
- agli studenti della sede di Rovigo della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Ferrara;
- agli studenti della sede di Ferrara della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Ferrara;
- ai laureati della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Ferrara (sedi di Rovigo e Ferrara) che ambiscano ad una peculiare formazione post lauream.
Gli studenti della sede di Rovigo che parteciperanno ad almeno il 75% delle lezioni riceveranno un attestato di frequenza e - se lo desiderano - potranno avere accesso ad una verifica di profitto.
Il superamento di tale verifica comporterà l’eventuale riconoscimento di 2 crediti, in relazione ad un solo insegnamento, da parte dei Docenti delle materie di indirizzo europeo-comunitario presenti presso la sede di Rovigo quali: Diritto dell’Unione Europea, Diritto del lavoro comunitario, Diritto agrario dell’Unione europea, Diritto processuale civile, Diritto processuale penale II.
In particolare, nella seduta del 7 dicembre 2011, il Consiglio di Facoltà di Giurisprudenza ha stabilito quanto segue: “Al termine del corso agli studenti sarà rilasciato un attestato di frequenza che sarà valutato positivamente con riferimento agli insegnamenti caratterizzati in senso europeo-comunitario, quali Diritto dell’Unione Europea, Diritto del lavoro comunitario, Diritto agrario dell’Unione europea, Diritto processuale civile, Diritto processuale penale II, i cui docenti concorderanno con gli studenti che abbiano superato una verifica di profitto e che abbiano conseguito l’attestazione di frequenza del Modulo Jean Monnet eventuali riduzioni del programma, in misura pari al carico di lavoro corrispondente ad un massimo di 2 crediti, in relazione ad un solo insegnamento”.
Agli studenti della sede di Ferrara e ai laureati che parteciperanno ad almeno il 75% delle lezioni verrà rilasciato un attestato di frequenza (senza possibilità, tuttavia, di accedere anche ad una verifica di profitto ai fini dell’eventuale conseguimento dei suddetti crediti).
