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Anatomie della Mente | Ridere fa bene? La psicologia del comico e del riso rivisitata attraverso la psicobiografia di Robin Williams

Dettagli dell'evento

Quando

18/04/2019
dalle 16:30 alle 19:00

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Giovedì 18 aprile

Dalle ore 16.30 alle ore 19

Sala Agnelli della Biblioteca Comunale Ariostea

Via Scienze, 17

 

 

Ciclo Anatomie della Mente e altre storie... Sei conferenze di varia Psicologia

Quarto appuntamento

 

Ridere fa bene?

La psicologia del comico e del riso rivisitata attraverso la psicobiografia di Robin Williams

 

A cura di Stefano Caracciolo

Professore Ordinario di Psicologia Clinica - Università di Ferrara e Azienda USL di Ferrara

 

Nella classica opera di Henri Bergson, la prima monografia moderna sul riso pubblicata nel 1900, si legge: “Il ‘comico’ nasce quando uomini riuniti in gruppo dirigono l’attenzione su uno di loro, facendo tacere la loro sensibilità ed esercitando solo la loro intelligenza”. Egli sottolinea che solo gli esseri umani ridono (negli anni successivi si farà qualche eccezione per i Primati) e ridono di certe azioni, comportamenti ed espressioni umane, anche se ricollegate a oggetti inanimati o ad altri esseri viventi (es. una scimmia che fuma una sigaretta), ma soltanto se rinunciano alla loro sensibilità emotiva e alla compassione. Bergson colloca dunque il riso dove nasce, nella interazione sociale, dove far ridere gli altri volontariamente è un segno di potere mentre farli ridere involontariamente un segno di inferiorità. Negli stessi primi anni del ‘900 Sigmund Freud mette a punto le sue teorie sul Motto di spirito e la sua relazione con l’inconscio, secondo le quali il piacere del riso discende da un risparmio e da una condensazione che nascono appunto dalla parte inconscia dell’apparato psichico.

Attualmente i meccanismi del riso sono abbastanza noti sul piano fisiologico, a partire dal solletico come elemento di interazione sociale (non si può farsi il solletico da soli) e dalla risata come elemento liberatorio che comporta ripercussioni neurovegetative positive, con effetto analgesico, di vasodilatazione, di liberazione di ormoni del benessere e di eustress. Diverse ricerche hanno sottolineato l’effetto benefico del ridere sulla salute.

Molto meno noti sono invece i moventi cognitivi della comicità ed i meccanismi psicologici ad essi collegati, tanto che esistono teorie per cui il comico nel senso di ridicolo costituisce una forma di aggressività (es. la satira politica e la denigrazione dell’avversario facendolo cadere nel ridicolo), da cui nascono le barzellette ‘feroci’ ed irriverenti, ma ne esistono altre per cui la risata è un elemento di aggregazione in termini di amicizia e anche di amore: si ride per sentirsi inclusi in un gruppo ma anche per facilitare i rapporti sociali, e perfino per sedurre. Certamente si tratta anche di fattori individuali di personalità, per cui un estroverso, dal carattere aperto ed espansivo, come scrisse Donata Francescato, ride più facilmente alla storiella: ‘Un cane passa davanti ad un albero di Natale ed esclama: Oh, finalmente! Hanno messo la luce nei cessi!”, in cui l’aspetto comico riguarda la confusione fra cani e uomini, mentre un introverso, il cui carattere è più chiuso e pessimista, preferisce storielle grottesche o assurde come: “Due casseforti si incontrano per strada e una esclama “Che Combinazione!”

La storia dello spettacolo è piena di grandi comici e di grandi risate (cfr. le ‘comiche’ di Charlot o di Stan Laurel e Oliver Hardy, che hanno fatto ridere mezzo mondo, e continuano a farlo in modo irresistibile e contagioso, e di cui saranno proiettati spezzoni) ma la attenzione si soffermerà specialmente sulla comicità e sulla vita dell’attore Robin Williams (1951-2014), sulla sua parabola di successo dalle scene teatrali alla Tv con Mork & Mindy fino al successo come star cinematografica mondiale, di cui verrà ricordata specialmente la sua interpretazione della comicità al servizio della terapia medica nei panni di Patch Adams, il medico inventore della clownterapia.

 

 

Cento anni di psicologia ferrarese, dalla scuola freniatrica ferrarese fino ai giorni nostri, hanno disegnato una traiettoria varia e composita, con alterne vicende ma con una costante attenzione per la città ed i suoi grandi momenti scientifici, culturali, artistici. Nella rinnovata ed antica cornice del Teatro Anatomico si aprono dunque di nuovo, per il dodicesimo anno, le porte della Biblioteca Ariostea per proseguire con altre sei nuove tappe del percorso di un viaggio pieno di psicologia ed altre storie.

 

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