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Anatomie della Mente | Nino Rota, Federico Fellini e le radici psicologiche dell’amicizia: uno sguardo psicobiografico

Dettagli dell'evento

Quando

16/05/2019
dalle 16:30 alle 19:00

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Giovedì 16 maggio

Dalle ore 16.30 alle ore 19

Sala Agnelli della Biblioteca Comunale Ariostea

Via Scienze, 17

 

 

Ciclo Anatomie della Mente e altre storie... Sei conferenze di varia Psicologia

Quinto appuntamento

 

Nino Rota, Federico Fellini e le radici psicologiche dell’amicizia: uno sguardo psicobiografico

 

A cura di Stefano Caracciolo

Professore Ordinario di Psicologia Clinica - Università di Ferrara e Azienda USL di Ferrara

 

Gli universi artistici del cinema di Federico Fellini e della musica di Nino Rota sono fusi in un’unica meravigliosa atmosfera di sogno e nostalgia. I due si si incontrano dapprima nel 1944 e iniziano a collaborare con il primo film di Fellini, “Lo Sceicco Bianco”, uscito nel 1952, per non lasciarsi più fino alla scomparsa di Rota, in un sodalizio artistico che trae il suo primo impulso dalla intensa amicizia che li lega profondamente. Il vero e proprio rapporto viscerale che lega le loro esperienze artistiche, a tal punto che si è soliti parlare del “binomio” Rota- Fellini, ha i caratteri dell’eccezionalità. Ma quali sono le radici della loro amicizia? Fellini così si esprime:

“Quando sono andato a casa sua la prima volta, mi ha presentato subito la mamma e poi il pianoforte, al quale si è seduto suonicchiando un motivo che già aveva preparato. Era il tema di “Lo Sceicco Bianco”. Quando prima ancora che io confusamente gli dicessi che desideravo avere la sua musica, se aveva tempo e voglia di farla. Quel motivo struggente che suonava Nino andava già benissimo. [...] E da quella prima nota, da quella prima frase, la cosa è continuata con un flusso inarrestabile, al punto che mi sembra sempre che sia lo stesso film: non ho la sensazione di aver fatto tanti film!”

Non si riesce quasi a cogliere il motivo della perfetta simbiosi che coesisteva tra i due artisti, né si riesce ad afferrare razionalmente la logica che univa questo rapporto straordinario, ma si riescono a sentire chiaramente i risultati meravigliosi che scaturivano da questo rapporto. Nonostante la grandissima sensibilità artistica di entrambi, la stranezza di questo incredibile e riuscitissimo binomio risiede nel fatto che l’uno era estraneo all’arte dell’altro: sembra che per entrambi gli artisti ci sia un reciproco disinteresse per l’arte altrui: l’ignoranza di Fellini per la musica e di Rota per il cinema, che vede come un’arte di secondo livello. Rota confessa di addormentarsi durante le visioni degli stessi film per cui doveva comporre le colonne sonore, mentre Fellini non ascoltava quasi mai la musica al di fuori dell’ambito cinematografico se non nei viaggi in auto.

Del resto, misteriose e inesplorate le radici psicologiche dell’amicizia lo sono tuttora. Negli studi psicoanalitici si rilevano solo rari e frammentari riferimenti alla genesi e alla struttura del legame di amicizia, in un curioso contrasto con l’importanza che tutti attribuiamo a questo legame e alla fondamentale funzione della costruzione dell’identità durante il periodo in cui si radicano più fortemente le amicizie più strette, l’amico o la amica cosiddetti del cuore: la adolescenza. E probabilmente proprio in questo radicato aggrapparsi con la nostalgia alle dinamiche adolescenziali, che caratterizzava ambedue le personalità, che va ricercato il senso profondo della amicizia fra Fellini e Rota, come si intravvede dalle comuni passioni per la magia, l’esoterismo e le teorie di C.G.Jung, e che si può rivivere il ricco significato emotivo delle atmosfere evocate dalle inscindibili percezioni delle scene filmiche e dalla colonna sonora di “La Strada”, “8 e ½””, la “Dolce Vita” e “Amarcord”, per non citarne che alcune delle più celebri e toccanti. E dopo la scomparsa di Nino Rota nel 1979 Fellini, inconsolabile, rimpiange le lunghe ore trascorse con Nino al pianoforte ad inseguire i sogni condivisi e cerca inutilmente di trovare, con profonda insoddisfazione e amarezza, nuovi compositori per i suoi ultimi film. Ma nulla potrà restituirgli la innocente e malinconica atmosfera delle musiche di Nino Rota. In una rievocazione sui due piani, quello filmico e quello musicale assieme, si potrà ripercorrere la bellezza di due grandi artisti e di due grandi amici.

 

Locandina

 

Cento anni di psicologia ferrarese, dalla scuola freniatrica ferrarese fino ai giorni nostri, hanno disegnato una traiettoria varia e composita, con alterne vicende ma con una costante attenzione per la città ed i suoi grandi momenti scientifici, culturali, artistici. Nella rinnovata ed antica cornice del Teatro Anatomico si aprono dunque di nuovo, per il dodicesimo anno, le porte della Biblioteca Ariostea per proseguire con altre sei nuove tappe del percorso di un viaggio pieno di psicologia ed altre storie.

 

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