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Anatomie della Mente | Il Poeta della gentilezza

Dettagli dell'evento

Quando

17/05/2018
dalle 16:30 alle 19:00

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Anatomie della Mente e altre Storie…

Sei conferenze di varia Psicologia

A cura di Stefano Caracciolo, Professore Ordinario di Psicologia Clinica dell’Università di Ferrara

Anno XI

 

Giovedì 17 maggio

ore 16.30 – 19

Teatro Anatomico della Biblioteca Comunale Ariostea

Via Scienze, 17

 

Il Poeta della gentilezza

Uno sguardo psicobiografico a vita e opere di William Carlos Williams, medico e poeta

Stefano Caracciolo

 

William Carlos Williams nasce a Rutherford (New Jersey, USA) il 17 settembre 1883 da una famiglia di immigrati portoricani, il padre di origini spagnole e inglesi e la madre di famiglia ebraico-olandese. Dopo gli studi nelle scuole pubbliche, nel 1897 studia per un breve periodo in Europa, in Svizzera e poi in Francia, si laurea in Medicina all’Università di Pennsylvania nel 1906. Si specializza in pediatria all’Università di Lipsia in Germania e poi nel 1910 torna a Rutherford, dove per tutta la vita ha esercitato la professione medica, dopo aver sposato la sua compagna di liceo Florence Herman. Muore nel 1963 nella sua città natale. La poetica di William Carlos Williams (WCW) si esprime attraverso contenuti semplici in versi liberi, ispirati dalla contemplazione delle piccole cose dell’ambiente quotidiano. La facile successione delle immagini di oggetti descritti in modo sintetico e carico di significati nascosti deriva dalla semplicità del suo sguardo e si traduce in una fluida successione di immagini e stati d’animo comprensibili e toccanti, sotto la cui superficie si celano però elementi simbolici ed evocativi di grande potenza ed estremamente toccanti, come richiami per l’inconscio di chi si immerge nelle sue composizioni.  “La Carriola Rossa” ne è un esempio:

The Red Wheelbarrow

so much depends

upon

a red wheel

barrow

glazed with rain

water

beside the white

chickens.

 

La carriola rossa

così tanto dipende

da

una carriola rossa

lucidata di acqua

piovana

accanto ai bianchi

polli.

 

Nella vita di WCW, dedicata alla cura dei bambini nella sua pratica pediatrica di oltre 50 anni, l’identificazione con la figura materna appare l’elemento psicologico dominante. La giovinezza della madre, che aveva trascorso alcuni anni a Parigi come artista bohemienne da ragazza, nel periodo degli impressionisti, viene riesplorata dal poeta nella sua opera più chiaramente nostalgica dedicata e intitolata alla madre (Yes, Mrs.Williams. A Personal Record of my mother, 1959) in cui WCW, dopo una grave depressione che lo condusse ad un lungo ricovero in Psichiatria, recupera in modo vivido la figura della madre ormai scomparsa, anch’ella affetta da disturbi depressivi, in una identificazione profonda che lo riporta a ripercorrere i suoi ricordi infantili. Il gioco identificatorio, oscillando fra mondo interno ed esterno, si alimenta anche delle diverse fasi trascorse dal poeta stesso in Europa e, specialmente a Parigi, prima da ragazzo quando accompagnato dai genitori frequenta per un breve periodo il Liceo Condorcet nella capitale francese, e in seguito (1924) in un percorso di formazione artistica, da giovane adulto laureato in Medicina, in cui entra in contatto con il movimento Dada e con il surrealismo (Marcel Duchamp e Picabia) e dalle frequentazioni con poeti e letterati come Ezra Pound e James Joyce. Di particolare significato psicobiografico appaiono alcune composizioni più tarde, come The Mental Hospital Garden – Il giardino dell’ospedale psichiatrico del 1953, in cui WCW, da sempre agnostico e lontano dalla spiritualità religiosa, rientra in contatto con elementi ispirati a San Francesco e al dialogo con i piccoli elementi, animali e vegetali, di un giardino edenico, cantando la libertà di espressione della condizione di malattia mentale, seppure contenuta dai muri dell’Ospedale, ed esprime una angoscia esistenziale legata alla rielaborazione delle sue problematiche personali in una trasposizione poetica di rara ispirazione. Le poesie di WCW sono protagoniste di una recente trasposizione filmica del regista Jim Jarmusch (Paterson, 2016) di cui verranno mostrate e discusse alcune sequenze particolarmente significative.


Locandina

 

Cento anni di psicologia ferrarese, dalla scuola freniatrica ferrarese fino ai giorni nostri, hanno disegnato una traiettoria varia e composita, con alterne vicende ma con una costante attenzione per la città ed i suoi grandi momenti scientifici, culturali, artistici. Nella rinnovata ed antica cornice del Teatro Anatomico si aprono dunque di nuovo, per l’undicesimo anno, le porte  della Biblioteca Ariostea per proseguire con altre sei nuove tappe del percorso di un viaggio pieno di psicologia ed altre storie.

 

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