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Anatomie della Mente | Chi era Cristoforo Colombo?

Dettagli dell'evento

Quando

15/03/2018
dalle 16:30 alle 19:00

Dove

Biblioteca Ariostea

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Giovedì 15 marzo

Teatro Anatomico - Biblioteca Comunale Ariostea - Via Scienze 17

ore 16.30

 

Chi era Cristoforo Colombo?

Note per la psicobiografia dello scopritore del Nuovo Mondo

Stefano Caracciolo

 

Cristoforo Colombo nacque a Genova il 3 agosto 1451. Forse. Di fatto, tutti lo definivano genovese perché era certamente figlio di Domenico, un tessitore genovese di lana, e di Susanna Fontanarossa, ma non parlava italiano e tutti gli scritti pervenutici sono in latino o in spagnolo e sono firmati ‘Cristobal Colòn’. Del resto almeno 15 diverse città d’Europa rivendicano, spesso fantasiosamente e basandosi su fonti storiche non attendibili, la sua cittadinanza. Aggiungiamo che gli italiani nel 1400 non esistevano, venivano spesso chiamati ‘Lombardi’ e che la lingua italiana, il volgare da cui la nostra lingua deriva, non veniva parlato se non in Toscana. Persino il celebre aneddoto dell’Uovo di Colombo racconta un episodio avvenuto anni prima della sua nascita e attribuito dal Vasari al grande architetto fiorentino Filippo Brunelleschi.

La sua personalità è poco studiata, non è mai stata analizzata in senso psicobiografico, anche se alcuni tratti del suo carattere sono ben chiari dalle sue lettere e dai comportamenti che ci sono stati raccontati da innumerevoli biografie scritte da storici.  Prima di tutto la caparbietà e la tenacia unite alla grande intelligenza, che gli furono preziose nel superare le molte avversità della sua vita, prima, durante e dopo quel 12 ottobre 1492 che apre l’Era Moderna. A fronte di questa lucida determinazione, che gli impedì di capire che le terre da lui scoperte non erano il Cipangu (Giappone) di Marco Polo, cioè le Indie, ma un nuovo continente inesplorato, una serie di pensieri ed atteggiamenti che , per usare un termine proposto dallo storico di Oxford Fernandez-Armesto nel 1991, lo facevano definire da molti suoi contemporanei come ‘un mattoide’, dato che affermava di sentire voci celesti, spesso si vestiva in modo bizzarro come quando indossava il saio francescano anche di fronte ai Reali di Spagna. Inoltre la sua apparente determinazione era screziata da continui e numerosi dubbi, e solo verso la fine della sua vita si convinse del suo ruolo trainante nella missione divina come agente della Provvidenza. Proponeva infatti seriamente di utilizzare le favolose ricchezze da lui scoperte, specialmente quell’oro tanto promesso e ricercato ma mai trovato, per costruire eserciti di cui aveva calcolato i numeri, che al servizio del Re di Spagna avrebbero portato ad una nuova conquista di Gerusalemme nel nome della Cristianità. Riteneva di essere un messaggero di Cristo, tanto da firmarsi alla latina ‘Christum Ferens’ nel misterioso monogramma mai interpretato del tutto dagli studiosi, e uno strumento divino per attuare una parte importante del piano di Dio per l’umanità, facendo sì che la parola di Dio venisse ascoltata in luoghi non evangelizzati della Terra. Terra che egli ben sapeva essere rotonda avendo recepito le teorie antiche e le più recenti acquisizioni di cartografi e geografi contemporanei, come il fiorentino Paolo Del Pozzo Toscanelli, di cui segretamente conservava una immaginaria mappa del Nuovo Mondo, e avendo probabilmente visto i primi mappamondi come quello costruito da Martin Behaim prima delle spedizioni colombiane.

Il profilo psicobiografico di Colombo sarà discusso anche alla luce di brani dei suoi scritti e di scene tratte da due delle opere cinematografiche più famose: lo sceneggiato RAI degli anni 80 (Regia di A.Lattuada) e del film ‘1492’ realizzato dal regista Ridley Scott nel 1992.

 

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