SAN VINCENZO -STROMBOLI-

last modified Jun 23, 2010 04:57 PM

Seconda campagna di scavo a San Vincenzo-Stromboli

Sta per concludersi la seconda campagna di scavo nel sito a monte della
chiesa di San Vincenzo a Stromboli che è costituito da un villaggio
preistorico risalente all’età del Bronzo medio (prima metà del II
millennio a.C.) con rilevanti testimonianze di epoche successive. Il
villaggio è situato in posizione strategica di controllo delle vie
marittime come avamposto nord-orientale dell’arcipelago,  con una visuale
che spazia dallo stretto di Messina all’arcipelago flegreo. Il sito era
stato scoperto e indagato parzialmente nel 1980 da Luigi Bernabò Brea e
Madeleine Cavalier, la cui pluriennale attività di ricerca nell’arcipelago
eoliano ha definito una sequenza di riferimento, a partire dal Neolitico,
per tutto il sud Italia.
L’attuale serie di indagini, iniziata nel 2009, è diretta da Sara Levi e
Marco Bettelli con la collaborazione di Andrea Di Renzoni e Francesca
Ferranti. La ricerca è frutto della collaborazione del Dipartimento di
Scienze della Terra dell’Università di Modena e Reggio Emilia e il
CNR-ICEVO con  il Servizio Beni Archeologici della Soprintendenza ai Beni
Culturali di Messina (Gabriella Tigano, Maria Clara Martinelli), e si
avvale dell’attivo supporto della Circoscrizione Comunale di Stromboli
(Carlo Lanza) e dell’Associazione Preistoria Attuale.
L’indagine archeologica ha carattere didattico e interdisciplinare vede la
partecipazione di docenti di varie discipline (Daniele Brunelli, Stefano
Lugli, Maurizio Mazzucchelli, Anna Maria Mercuri) e una trentina di
studenti dell’Università di Modena e Reggio Emilia, corsi di laurea
triennale L/13 “Scienze dei Beni Culturali”, specialistica LS/12 “Scienze
per la Conservazione e il Recupero del Patrimonio Archeologico”,
magistrale LM/2 “Quaternario, preistoria e archeologia” (interateneo con
Ferrara), Scuola di dottorato “Earth Science System”.  Altri studenti
provengono dalle Università di Ferrara (triennale e dottorato in
“Archeologia e scienze dell’antichità”), Roma La Sapienza (magistrale
“Archeologia”), Lipsia (PhD) e dalla Boston University (PhD). Il team si
compone anche di tre topografi-rilevatori, un restauratore e un
disegnatore di reperti. Per gli aspetti vulcanologici i geologi di Modena
sono affiancati da esperti delle Università di Pisa (Mauro Rosi) e Urbino
(Alberto Renzulli e Patrizia Santi).  Altre collaborazioni riguardano la
geoarcheologia  (Gianna Ayala, Università di Sheffield e Matthew Fitzjohn,
Università di Liverpool) e la geofisica (Michele Pipan, Emanuele Forte,
Università di Trieste).

stromboli.jpg

stromboli2.jpg

stromboli3.jpgIl lavoro sul campo nei mesi di maggio e giugno è consistito sia nello
scavo stratigrafico in estensione sia in trincee di approfondimento. Per
l’indagine in estensione è proseguito lo scavo nel settore 2 (8x8 m) del
2009, e è stata aperta più a monte una vasta area (settore 3, con
un’estensione di  8x14 m). E’ stata scavata una nuova trincea profonda
(settore 4) e approfondito lo scavo in una zona del settore 1 del 2009
fino a raggiungere la roccia in posto.
I settori principali hanno permesso di individuare almeno 3 capanne di
forma ovale costruite in pietrame,  abbondante ceramica della facies Capo
Graziano tra cui numerosi esemplari decorati e strumenti in ossidiana. Di
particolare rilievo è il rinvenimento di 4 frammenti di vasi di ceramica
micenea dipinta, classe rinvenuta finora nei coevi villaggi di Filicudi e
Lipari ma mai prima d’ora a Stromboli. Si tratta di  vasi per bere
databili alle prime fasi della civiltà micenea (XVII-XVI sec. a.C.).
Questo rinvenimento permette di inquadrare meglio le dinamiche di
circolazione di beni di prestigio nel mediterraneo in questa fase, e
inoltre una più puntuale datazione del nostro villaggio alle fasi avanzate
del Capo Graziano, già indicata dalla ricchezza delle decorazioni sulla
ceramica locale.
Alcune zone hanno restituito abbondanti reperti di epoche successive tra
cui ceramica a vernice nera, terra sigillata, anfore, lucerne, balsamari
in vetro, tegole, ceramica invetriata e maioliche.
Nelle trincee profonde è stata evidenziata la sequenza  stratigrafica
complessiva, da alcune tracce di frequentazione neolitiche fino  ai
recenti lavori agricoli. In questi settori sono stati prelevati campioni
per le indagini vulcanologiche, geoarcheologche e polliniche.
La seconda campagna di scavo ha permesso di definire la cronologia del
villaggio preistorico e ha raccolto elementi fondamentali per comprendere
l’organizzazione topografica interna al villaggio e l’interazione tra
stratificazione antropica e vulcanica. Sono stati inoltre individuate
numerosi classi di materiali di epoche successive che permetteranno di
comprendere l’evoluzione storica complessiva dell’occupazione dell’isola.
Per la ricostruzione delle modalità di vita degli antichi abitanti di
Stromboli l’indagine spazia quindi su vari aspetti: l’interazione con il
vulcano, l’ambiente naturale, i metodi di sussistenza, le materie prime,
la tecnologia, le produzioni artigianali, l’organizzazione topografica, la
sequenza cronologica, i contatti e i commerci a scala mediterranea. Molti
di questi temi sono oggetto di tesi di laurea e di dottorato degli
studenti che partecipano allo scavo.
  
Document Actions