Malattia da virus Zika. Approfondimenti e raccomandazioni di Carlo Contini

MALATTIA DA VIRUS ZYKA

Approfondimenti e raccomandazioni di Carlo Contini

Nella foto: il Prof. Carlo Contini

Carlo Contini, Ordinario del Dipartimento di Scienze mediche, Direttore della Sezione e della Scuola di Specializzazione di Malattie Infettive dell’Università di Ferrara e dell’Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive Universitarie, ci offre alcuni approfondimenti e raccomandazioni su Zyka, il virus che sta attualmente facendo scattare l'allarme rosso per i rischi alla salute pubblica.

Il Virus Zika (ZIKV) è stato identificato per la prima volta nel 1947 da una scimmia Rhesus che vive nella foresta Zika dell'Uganda. Dalla scimmia, nel 1952, è stato isolato nell’uomo in Uganda e poi in Tanzania; da li è iniziata la diffusione nella nostra specie: un classico esempio di “zoonosi emergente” che resta confinata agli animali per un certo periodo per poi fare il salto di specie e, grazie al vettore che la trasmette, passare all’uomo. Esempi noti sono quelli della SARS, influenza aviaria, febbre emorragica di Lassa e di Marburg etc. La  prima epidemia da ZIKV  è stata descritta nel 2007 nell’isola di Yap (Stati Federati della Micronesia nel Pacifico occidentale), mentre nel periodo 2013 - marzo 2014, è stata riportata la più grande epidemia da ZIKV nella Polinesia Francese, anch’essa nel Pacifico, con oltre 28.000 casi (11% della popolazione) associati ad una incidenza di Sindrome neurologica di Guillain-Barre, 20 volte più elevata del previsto (oltre 500 casi in una zona al Nord-Est del Brasile) e probabilmente legata all’ infezione da ZIKV. Lo ZIKA virus è trasmesso dalle zanzare; non è possibile il contagio da persona a persona. Esistono invece possibilità che il virus possa essere trasmesso per via perinatale ed anche sessuale da un individuo che contenga il virus nello sperma. Recenti studi hanno anche dimostrato che donatori di sangue asintomatici al momento della donazione, sono risultati positivi per l'infezione acuta da ZIKV.

La scheda. Si tratta di un virus assai noto, un arbovirus appartenente al genere flavivirus, “parente” (cioè legato filogeneticamente) ai virus della Dengue, Chikungunya, West Nile e Febbre Gialla) e trasmesso all’uomo attraverso la puntura di zanzare ematofaghe soprattutto del genere Aedes, che comprendono A. Aegypti, polynensis, A Hensilli A. Albopictus, presenti nelle aree tropicali dell’ Africa (Senegal, Uganda, Nigeria, Ivory Coast, Gabon, Tanzania, Egitto, Republica Centro-Africana, Sierra Leone, etc.), Asia (Cambogia, India, Indonesia, Malesia, Pakistan, Filippine, Singapore, Tailandia e Vietnam), Oceania, (Micronesia/Giappone), Polinesia francese, Guyana francese, Nuova Caledonia, isole di Cook), America Latina e Caraibi.  Il 18 gennaio 2016, il Focal Point Nazionale (FPN) ha notificato all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) due casi autoctoni confermati in laboratorio di infezione da ZIKV a Saint Martin e Guadalupa, dipartimenti d'oltremare della Francia. 2 casi di infezione da ZIKV sono stai infine riscontrati in cittadini tedeschi tornati da Haiti a fine dicembre 2015.Nell’ultimo decennio in Italia ed in Europa, si è assistito al progressivo aumento di casi importati ed autoctoni di alcune malattie acute virali di origine tropicale trasmesse da zanzare oggi assai diffuse. Alcune di queste arbovirosi, tra cui la Dengue, Chikungunya e Zika virus hanno l’uomo come ospite principale e sono trasmesse da zanzare del genere Aedes. In Italia, il vettore potenzialmente più efficace è Aedes albopictus, meglio conosciuta come “zanzara tigre”,  introdotta dal 1990 con i pneumatici usati ed attualmente diffusa in tutto il nostro paese. Se questa zanzara, che vive in climi più temperati rispetto a quella della specie Aedes Aegypti, si dovesse adattare “a trasportare” anche ZYKV, potrebbe esserci il rischio anche da noi di contrarre la malattia. Il fatto che un virus trasmesso da artropodi inizi a diffondersi in una zona dove non è presente in origine, ma dove è presente un vettore capace di trasmetterlo, non è un fenomeno nuovo. Un esempio calzante ci viene dall’estate del 2007, in cui tra Castiglione di Cervia e Castiglione di Ravenna, si è verificato un focolaio epidemico di Chikungunya, il primo in un paese occidentale, con 197 casi sospetti e 166 confermati nel periodo luglio-settembre. La persona che avrebbe dato origine all’epidemia in Romagna proveniva dall’India, ed era rientrata in Italia in giugno, quando le zanzare sono in piena attività ed in grado di veicolare il virus da una persona all’altra.

Non si sa allo stato attuale se la Chikungunya riemergerà nuovamente in Italia. Ciò è teoricamente possibile se, al ripresentarsi della stagione calda, zanzare nate da uova infettate dal virus torneranno a pungere esseri umani.

Clinica. ZKV è in grado di causare dopo circa 3-14 giorni dalla puntura della zanzara, sintomi che nella maggior parte rassomigliano a quelli della Dengue “Dengue Like Syndrome” o alla Chikungunya e che si risolvono spontaneamente quali febbre, dolori muscolari o alle articolazioni, eruzioni cutanee, congiuntivite o dolore retro-orbitario, spossatezza.  Rarissime le emorragie o il decesso. Esistono sono anche casi asintomatici dell’infezione. Recentemente, ZIKV ha fatto parlare di se per 4 pazienti italiani registratisi la sorsa primavera in Italia presso l’Ospedale Careggi di Firenze, guariti dopo pochi giorni di ricovero ospedaliero, ma soprattutto per quelli insorti dal 2014 ad oggi in Sud America (Brasile, Equador, Colombia, Caraibi fino a Capo Verde, Isole Samoa), dove ZIKV ha provocato oltre 3.900 malformazioni fetali (microcefalia) e numerosi casi di encefalite, paralisi e disturbi della vista.  Il legame del virus con le malformazioni fetali, aumentate soprattutto in Brasile di circa 20 volte, non è comunque ancora stato confermato. Vi è tuttavia evidenza che il virus si trasmette da madre a figlio e passa attraverso il liquido amniotico. Al momento, secondo le notizie diramate dall’OMS, i casi di ZIKV sono 4 nello stato di New York, 4 in Gran Bretagna e due in Catalogna, quasi tutti da importazione da aree endemiche per ZIKV. Altri casi sono stati registrati nella Repubblica Dominicana, in Tailandia e in Danimarca. La malattia è comunque in espansione.

La diagnosi richiede la dimostrazione molecolare (ricerca dell’RNA virale) oppure la ricerca sierologica (anticorpi specifici nei confronti del ZIKV); quest’ultima è però limitata dal grado elevato di reazioni crociate con altre infezioni da arbovirus, soprattutto la Dengue. Ad oggi, non esiste un test commerciale disponibile e la diagnosi di ZIKV è limitata a laboratori di riferimento per le malattie emergenti.

Terapia e prevenzione. Non esistono cure specifiche. Il riposo a letto e le terapie di supporto per la febbre (antipiretici e somministrazione di liquidi) costituiscono l’unico presidio terapeutico efficace. Meglio non assumere aspirina nel dubbio diagnostico (Dengue) per il rischio emorragie. La febbre Zika dovrebbe essere di sospettata sempre in pazienti che si presentano con un quadro clinico di " Dengue Like Syndrome"  o che vivono in una zona endemica per ZIKV, ma le cui analisi sono risultate negative per gli altri arbovirus predominanti, soprattutto Dengue. Non esistono neppure vaccini. Per la prevenzione della malattia è importante la sorveglianza entomologica e la lotta alla zanzara, mediante riduzione della densità di popolazione di queste ultime e della loro riproduzione alla fonte (rimozione e modifica dei siti di riproduzione). Importante anche ridurre il contatto tra le zanzare e le persone. Inoltre, dal momento che le zanzare Aedes (il vettore primario della trasmissione) sono zanzare che pungono di giorno, si raccomanda a chi dorme durante il giorno, soprattutto bambini, malati o anziani, di riposare sotto zanzariere trattate con o senza insetticidi. Precauzioni di base per la protezione dalle punture di zanzara dovrebbero essere prese dalle persone che viaggiano in zone ad alto rischio, in particolare le donne in gravidanza (tutti i trimestri). Non avendo a disposizione nè un vaccino né farmaci profilattici per prevenire l'infezione da ZIKV, il CDC (Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta, USA), raccomanda che tutte le donne incinte posticipino i viaggi in zone dove la trasmissione del virus ZIKA è in corso o evitino di andarci. Ad una donna incinta che si reca in un zone in cui ZIKV è presente, le dovrebbe essere consigliato di seguire rigorosamente misure per evitare le punture di zanzara. Queste, così come per la malaria, includono l'uso di repellenti, insetticidi (permetrina) su abiti, tessuti e scarpe, abiti di colore chiaro (i colori scuri attraggono le zanzare), camicie a maniche lunghe e pantaloni. Non devono poi usare profumi durante il giorno e le stanze poi devono essere dotate di zanzariere a porte e finestre per evitare l’entrata delle zanzare.

Ai fini della prevenzione della potenziale trasmissione trasfusionale, viene raccomandato di applicare il criterio di sospensione temporanea per 28 giorni per i donatori che abbiano soggiornato nelle aree dove si sono registrati casi autoctoni d’infezione (America del Sud, Caraibi, ecc).

I ministri della salute di alcuni stati sudamericani (El Salvador, Jamaica ed Equador) hanno proposto di evitare le gravidanze per il biennio 2016-2017. Ma a parte misure drastiche, è bene che le nostre viaggiatrici in età fertile abbiano consapevolezza di questo rischio. Se non c’è assoluta necessità, si sconsiglia di viaggiare in quelle aree alle donne incinte fino a che non si capirà il reale ruolo di questo virus. L’OMS comunque non raccomanda alcuna restrizione a viaggi o commerci negli Stati Uniti d'America sulla base delle informazioni attuali. È altamente consigliato uno screening dei viaggiatori al ritorno da zone endemiche per sospette  infezioni febbrili da arbovirus, soprattutto nei mesi estivi.

In futuro si assisterà con molta probabilità alla diffusione di malattie infettive in luoghi dove non sono mai state presenti. La causa non è solo legata ai cambiamenti climatici. Anche la globalizzazione, l’aumento dei viaggi e dei commerci stanno rapidamente incrementando il tasso con cui tali malattie possono diffondersi in nuove aree geografiche.

 


Ferrara, 26 gennaio 2016

A cura di Maria Grazia Campantico