Commento del Prof. Aurelio Bruzzo in occasione del Workshop di presentazione dei risultati del progetto di ricerca “Forme di partnership pubblico-privato per il trasferimento tecnologico in provincia di Ferrara"

Commento di Aurelio Bruzzo, Professore ordinario del Dipartimento di Economia e Management, in occasione del Workshop di presentazione dei risultati del progetto di ricerca “Forme di partnership pubblico-privato per il trasferimento tecnologico in provincia di Ferrara “, svolto dal Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Ferrara, in collaborazione con la CNA di Ferrara, e cofinanziato dalla Camera di Commercio di Ferrara (Bando 2014), in programma venerdì 27 maggio 2016, dalle 9,15 alle 13,30 nell'Aula Magna del Dipartimento di Economia e Management, Via Voltapaletto, 11 – Ferrar.

 

Il duplice obiettivo del progetto di ricerca di cui sono stato il responsabile scientifico, consisteva, da un lato, in un confronto tra l’offerta (da parte del locale Tecnopolo) e la domanda di innovazione tecnologica (IT) (da parte delle imprese di minore dimensione) in provincia di Ferrara, vale a dire in un’analisi dei due versanti del mercato provinciale dell’IT; dall’altro lato, individuare una o più soluzioni di carattere istituzionale grazie alle quali favorire il Trasferimento tecnologico (TT) in ambito locale da parte delle strutture universitarie a favore delle piccole e medie imprese (PMI) ferraresi, anche in considerazione dell’ormai imprescindibile ruolo esercitato dall’IT per qualsiasi sistema produttivo nell’attuale contesto globale. Il progetto di ricerca, nonostante il ridimensionamento dell’originario obiettivo, si è articolato in quattro parti:

i)     analisi del sistema produttivo ferrarese nel contesto regionale, con particolare riferimento allo sviluppo industriale e all'innovazione tecnologica nelle PMI;

ii)   le principali attività del Tecnopolo come fonte di innovazione per le imprese del territorio;

iii)  una verifica della domanda di innovazione da parte delle PMI della provincia di Ferrara;

iv) l’illustrazione delle prospettive istituzionali circa l’attività di trasferimento tecnologico in provincia di Ferrara.

Dopo la prima parte in cui si sono confrontate le performance innovative registrate in provincia di Ferrara e nelle altre province della regione, con i risultati che si possono facilmente immaginare, l’analisi si è concentrata sulle attività dei quattro laboratori del Tecnopolo di Ferrara, ed in particolare sui volumi di entrate realizzate, distinguendo tra le attività istituzionali e quelle commerciali svolte nel periodo più recente: di tali laboratori solo il MechLav svolge relativamente ampi volumi di ricerca in conto terzi. Particolarmente critici appaiono i risultati della terza parte del progetto, secondo cui emerge innanzitutto una limitata tendenza da parte delle PMI ferraresi nei confronti dell’attività d’innovazione, a causa soprattutto della mancanza delle risorse finanziarie e della concorrenza portata loro dalle aziende di maggiore dimensione. Dalle interviste condotte è emerso poi che le PMI sono in genere dei follower, proprio perché i mercati di appartenenza sono di solito dominati da grandi e  grandissime imprese più strutturate, che dispongono anche delle risorse finanziarie necessarie. Tuttavia, sembra esistere una domanda ipotetica e un interesse effettivo da parte delle PMI ferraresi al tema dell’innovazione, soprattutto di marketing e di prodotto. Per quanto riguarda le specifiche collaborazioni con le università e gli enti di ricerca è emerso come esse non siano diffuse, giacché le PMI ferraresi non sono a conoscenza del ruolo che può rivestire l’Università nel processo d’innovazione. Esiste dunque un “distacco” tra le PMI del territorio ferrarese e le strutture universitarie, tra cui anche il Tecnopolo, a causa della mancanza di canali di comunicazioni in grado di combinare l’offerta delle università, intesa come produzione di nuove conoscenze, e la domanda delle PMI, intesa invece come domanda di nuove conoscenze.

Assume, pertanto, un rilievo ancora maggiore la quarta parte, in cui – dopo un’iniziale rassegna delle esperienze di eccellenza di trasferimento tecnologico a livello internazionale e italiano – è stata svolta una ricognizione dei soggetti attualmente presenti in provincia di Ferrara che sono solo potenzialmente attivi nel campo dell’innovazione tecnologica. Alla fine di quest’ultima parte si espongono le modalità ritenute più opportune per favorire un’espansione del TT dal Tecnopolo della Regione e di UNIFE a favore delle PMI operanti in provincia di Ferrara, in merito alle quali però non si pensa di poter anticipare nulla, per lasciare il piacere della “scoperta”.

 

Ferrara, 17 maggio 2016

Aurelio Bruzzo