Ad Anatomie della Mente Stefano Caracciolo e Marco Teti parlano di "Original Soundtrack! La musica al cinema: emozioni e narrazione al di là dello schermo"

Giovedì 10 marzo alle ore 16.30 nella cornice della Sala Agnelli e del Teatro Anatomico della Biblioteca Ariostea (via Scienze, 17), si terrà il quarto appuntamento del ciclo di Anatomie della Mente, le conferenze dei Giovedì di Psicologia a cura di Stefano Caracciolo, Ordinario di Psicologia Clinica dell’Università di Ferrara, giunto quest’anno all’ottava edizione e con accesso libero e gratuito per tutta la città.

"Original Soundtrack! La musica al cinema: emozioni e narrazione al di là dello schermo". E' questo il titolo della conferenza che sarà tenuta dallo stesso Caracciolo che interverrà sul tema Psicologia delle musiche cinematografiche e meccanismi narrativi e da Marco Teti, docente di Storia del Cinema dell'Università e-campus di Novedrate (CO), con l'intervento Altro che accompagnamento! Il valore e le funzioni della musica nel cinema.

Come ci anticipano gli stessi relatori“Il cinematografo nasce con la musica. L‘associazione fra proiezioni filmiche ed esecuzione, in origine dal vivo, di brani musicali è documentata dai primi anni di storia del cinema, quando vennero pubblicati manuali e spartiti per accompagnare ‘correttamente’ un film, utilizzando per lo più composizioni classiche del repertorio sinfonico, lirico e canzonettistico. Il primo film per cui venne composta una partitura sinfonica originale, poi eseguita da grande orchestra ad ogni spettacolo di proiezione, fu ‘Cabiria’, il ‘kolossal’ del 1914 di Giovanni Pastrone, musicato da Ildebrando Pizzetti sotto la direzione generale del poeta Gabriele D’Annunzio. Dal ‘Cantante di Jazz’ (1927) in poi, la colonna sonora costituisce senza dubbio un elemento fondamentale delle opere cinematografiche o più in generale audiovisive. Nel corso della conferenza focalizzeremo l’attenzione sulla principale componente della colonna sonora, la musica e di come questa non si collochi in secondo piano rispetto alle immagini. Oggi è impensabile assistere alla proiezione di un film privo di accompagnamento musicale. Spesso, questa sorta di automatismo percettivo non consente al pubblico di cogliere il ruolo decisivo della partitura musicale, che racchiude i molteplici significati del film. La musica per film non può essere ridotta a un banale ‘sottofondo’. Per questo illustreremo alcune delle più rilevanti riflessioni maturate dai critici e dagli autori cinematografici in merito alla colonna sonora. Grazie all’ausilio di sequenze tratte da celebri film, mostreremo come la musica venga chiamata a svolgere compiti molto delicati a livello narrativo ed espressivo-comunicativo, favorendo il coinvolgimento emotivo degli spettatori”.

 

Ferrara, 8 marzo 2016

Carlotta Cocchi