Quale futuro senza memoria?

 

QUALE FUTURO SENZA MEMORIA?

Un momento dedicato all’archeologo Khaled al Asaad e ad una riflessione sul tema della difesa e della valorizzazione del patrimonio archeologico mondiale

 

Ai tesori di Palmira Khaled al Asaad aveva dedicato mezzo secolo della sua vita: conosceva la storia di ogni colonna, ogni statua, ogni centimetro di questa città che un tempo fu un vitale centro carovaniero. Un amore immenso finito nel più tragico dei modi, reciso da quegli stessi fanatici pronti a distruggere a martellate i simboli di una cultura.

Ogni volta che la furia iconoclasta si abbatte su monumenti e statue, il mondo piange la perdita di capolavori incommensurabili. C’è chi critica la sovraesposizione dell’archeologia rispetto alle vittime del conflitto mentre Jonathan Jones, giornalista inglese, scrive sul Guardian del 19 maggio che non c’è differenza tra salvare pietre o persone poiché, privi del passato, saremmo solo «animali senza memoria». Passato, presente e futuro sono strettamente interconnessi o possono viaggiare su binari separati? E' un tema importante, su cui si gioca una partita sostanziale.

A questi temi è dedicato l’incontro “Quale futuro senza memoria?” che si svolgerà a Ferrara venerdì 11 settembre 2015, ore 18.00 presso l’Aula Magna del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Ferrara in Via del Paradiso, 12.

Interverranno Paolo Matthiae, archeologo, scrittore e orientalista, ha lavorato a lungo  in  Siria  e  Iraq, è  stato  direttore  della spedizione italiana ad Ebla, della quale è considerato lo scopritore; Mario Tozzi, primo ricercatore CNR e divulgatore televisivo, Livio Zerbini, archeologo e docente di Storia Romana presso l’Università di Ferrara; il fotografo  Luca  Campigotto e  Fabio  Lazzari, presidente  del  Gruppo  UTET  Grandi Opere – FMR.

 

Durante l’incontro sarà presentato il volume ROMA. Un impero alle radici dell’Europa edito da FMR (il gruppo UTET Grandi Opere – FMR è dal 2014 parte di Cose Belle d’Italia). I testi sono di Livio Zerbini mentre l’apparato iconografico è costituito  da  immagini inedite appositamente  realizzate  per  il  volume  dal fotografo Luca Campigotto: 140 scatti di luoghi e monumenti di interesse archeologico: Roma, Pompei, Tivoli, Ostia e altre località raggiunte dell’impero romano (Istanbul, Spalato, Merida, Arles, Nîmes, Saint-Rémy-de-Provence...).

La lettura per immagini delle vestigia di Roma condotta da un grande artista ci aiuta a ricordare che l’eredità di quel mondo è ancora presenza viva fra noi e che forse dalla storia abbiamo ancora molto da imparare.

 

 

Ferrara, 10 settembre 2015

Maria Grazia Campantico