Unife a FuturPera con lo stand curato dal gruppo di ricerca di Vincenzo Brandolini

Unife a FuturPera con lo stand curato dal gruppo di ricerca di Vincenzo Brandolini

 

In foto: Caterina Bergantin, Vincenzo Brandolini e Gianpiero Bonetti nello stand Unife a FuturPera

Unife è presente a Futurpera il primo evento fieristico internazionale dedicato alla valorizzazione della filiera pericola, dalle tecniche di produzione sostenibile alla conservazione del prodotto, dalla commercializzazione al consumo, in svolgimento a Ferrara Fiere dal 19 al 21 novembre.

Lo stand dell’Università è curato dal gruppo di ricerca di Vincenzo Brandolini, Ordinario di Chimica degli Alimenti del Dipartimento di Scienze chimiche e farmaceutiche, e presenta le più recenti attività scientifiche avviate dall’Ateneo nel campo dell’agroalimentare.

Così il Prof. Brandolini illustra i risultati delle recenti attività di ricerca:

“ La nostra attività scientifica nel campo agroalimentare è stata avviata già diversi anni fa e ha portato anche a riconoscimenti significativi per il nostro territorio. Nello specifico con l’aglio di Voghiera, per il quale è stato ottenuto il riconoscimento DOP (Denominazione di Origine Protetta), abbiamo creato un modello di sviluppo che è risultato prodromico a una serie di altri filoni di ricerca, sempre legati al contesto del nostro territorio. Mi riferisco in particolare al riso del Delta, che ha ottenuto il marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta). Abbiamo inoltre lavorato fuori provincia per l’ottenimento della certificazione IGP per la cipolla di Tropea e anche per l’anguria di Reggio Emilia. Per quest’ultima abbiamo recentemente ricevuto l’approvazione della Regione e del Ministero e siamo in attesa di fissare l’audizione presso l’Unione Europea. I nostri studi sull’ortica, condotti in collaborazione con il Dott. Gianpiero Bonetti, dottorando in Scienze farmaceutiche e chimica degli alimenti, hanno portato a un progetto che è stato recentemente premiato dal Lions Club e che abbiamo presentato all’EXPO 2015 di Milano. Desidero ringraziare in particolare, oltre al Dott. Bonetti, anche la Dott.ssa Caterina Bergantin, nuova dottoranda, oltre naturalmente alle Dott.sse Paola Tedeschi e Annalisa Maietti”.

 

Approfondimenti. Le peculiarità salutistiche della pera Abate fetel. A.Maieitti, P.Tedeschi, G.Bonetti, V. Brandolini. Dipartimento di Scienze chimiche e farmaceutiche, Università di Ferrara.


Introduzione - Nell'ambito dell'Unione Europe, l'Italia è il principale Paese esportatore di Pere Abate fetel. L'Emilia-Romagna è la principale produttrice nazionale di pere (circa il 70% dell'intero comparto produttivo), seguita da Veneto, Trentino-Alto Adige e Piemonte. L'area di produzione emiliano-romagnola è concentrata nei territori delle province di Ferrara, Bologna, Reggio Emilia, Modena e Ravenna.

Aspetti nutrizionali - La pera è un armonico complesso di nutrienti. In particolare è un frutto ricco di zuccheri semplici, specialmente di fruttosio, che rendono il frutto adatto al consumo in ogni momento del giorno in cui si avverte, a causa del calo glicemico, una stanchezza fisica o mentale. Per il suo contenuto zuccherino può essere consigliata anche a chi soffre di diabete. Anzi, il fruttosio viene utilizzato dall'organismo indipendentemente dall'insulina ed ha un effetto iperglicemizzante molto più ridotto di quello del glucosio. Il consumo delle pere aiuta a regolare l'equilibrio acido-base dell'organismo grazie alla presenza di sali alcalini di acidi organici. La grande prevalenza del potassio rispetto al sodio rende il consumo delle pere raccomandabile in tutti i regimi dietetici iposodici prescritti nel trattamento dell'ipertensione e delle cardiopatie edematose.

Risultati analitici di campioni di pere Abate fetel - I risultati analitici hanno dimostrato una importante correlazione tra contenuto polifenolico e attività antiossidante. I polifenoli agiscono sull'intestino normalizzandone le funzioni. La pera, per il contenuto in composti fenolici, a cui vengono riconosciute proprietà antiossidanti, aiuta a mantenere permeabili le pareti dei capillari sanguigni, prevenendo così i pericoli di infarto. L'azione antiossidante non è l'unica attribuita a questi composti; gli studi effettuati tendono ad assegnare loro un'azione antivirale, anticarcinogenica antiaterogenica, antinfiammatoria e antibatterica.

 

Ferrara, 20 novembre 2015

Maria Grazia Campantico