La mafia, la corruzione e l’infiltrazione mafiosa nel mercato finanziario al centro del secondo appuntamento del ciclo di incontri del Laboratorio di studi interdisciplinari sulla mafia e le altre forme di criminalità organizzata

 

Nuovo appuntamento giovedì 26 marzo alle ore 11 nella Sala Consiliare del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Ferrara, (c.so Ercole I D’Este, 44), del ciclo di incontri organizzati da MaCrO, Laboratorio di studi interdisciplinari sulla mafia e le altre forme di criminalità organizzata di Unife.

“Il paradiso può attendere. Il contrasto al crimine organizzato e all'evasione fiscale internazionale attraverso la collaborazione fra amministrazioni finanziarie”. E’ questo il titolo della seconda conferenza che verterà su alcuni temi di grande attualità, quali le strette connessioni tra mafia e corruzione e l’infiltrazione mafiosa nei circuiti del mercato finanziario. Ad intervenire saranno il Prof. Marco Greggi, docente di diritto tributario di Unife e la Dott.ssa Barbara Zecchini, direttrice dell’Ufficio delle Dogane.

Ed è lo stesso Prof. Greggi ad anticiparci l’argomento dell’incontro… “Negli ultimi mesi l'Italia ha concluso una serie di accordi internazionali con Stati (Paradisi fiscali) che per decenni hanno costituito un sicuro rifugio per capitali illecitamente sottratti alla tassazione in Italia. In tutti questi accordi, ispirati a un comune modello OCSE, i Paesi si impegnano a un effettivo e puntuale scambio di informazioni: sarà dunque possibile per la Guardia di Finanza scoprire chi ha portato capitali all'estero e perché, senza che nessun segreto bancario possa essere usato come scudo in tal senso. Siamo davanti a una svolta davvero epocale nei rapporti tributari internazionali, e verosimilmente al tramonto dell'epoca dei Paradisi fiscali (come Svizzera, Liechtenstein, San Marino e Singapore, tanto per citarne alcuni) e del loro discutibile ruolo nella globalizzazione della finanza in Europa e nel mondo intero”.

 

Ferrara, 24 marzo 2015

Carlotta Cocchi