I misteri di Monsù Desiderio. Tra pittura e scrittura

"I misteri di Monsù Desiderio. Tra pittura e scrittura".

 

Terzo appuntamento mercoledì 1 aprile alle ore 17 a Palazzo Bonaccossi, (via Cisterna del Follo, 5), del ciclo di conferenze “Il Museo. Dentro e intorno”, organizzato dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Ferrara, Ferrara Arte, TekneHub, Musei Civici di Arte Antica, e con la collaborazione degli Amici dei Musei, per invitare a scoprire il museo, come un luogo attivo e vitale di conservazione e diffusione del patrimonio culturale.

L’incontro del 1 aprile "I misteri di Monsù Desiderio. Tra pittura e scrittura", vedrà intervenire la scrittrice Fausta Garavini e la storica dell’arte Maria Rosaria Nappi, con l’introduzione di Monica Longobardi e Francesca Cappelletti, docenti del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Ferrara.

 

E’ avara la storia con Monsù Desiderio, avara di testimonianze a tal punto che sotto questo nome albergano due pittori entrambi nati a Metz, che hanno probabilmente esercitato nella stessa bottega nella Napoli del primo Seicento e per di più con un prénom in comune: Francois Didier de Nomé e Didier Barra. Su di un certificato autografo di matrimonio e alcuni documenti d’archivio del Banco di Napoli, ma soprattutto seguendo il bandolo intricato delle tele, Fausta Garavini, francesista e scrittrice, intesse “le vite” possibili e immaginarie di questa identità sfuggente che nasce già duale.“Dipinse architetture fantastiche squassate da silenziosi cataclismi, abitate da statue spettrali che sembrano muoversi come figure viventi. Scenari da incubo, sogni pietrificati, il gran teatro della morte e della notte”.

Ferrara, 31 marzo 2015

Carlotta Cocchi