Barbujani e Pievani parlano alla città di evoluzione e diversità umana nell'ambito della mostra “ANTHROPOS. Alle origini dell’uomo”

 

DOMANI BARBUJANI E PIEVANI PARLANO ALLA CITTA’

DI EVOLUZIONE E DIVERSITA’ UMANA

Nell’ambito della mostra “ANTHROPOS. Alle origini dell’uomo”

Domani giovedì 9 aprile alle ore 21, in Sala Estense (p.zza Municipio), si terranno le conferenze pubbliche degli studiosi Telmo Pievani,  docente di Filosofia delle scienze biologiche e di Antropologia all’Università di Padova, e Guido Barbujani,  docente di Genetica delle popolazioni all’Università di Ferrara, che  aggiorneranno la città sugli studi e le ricerche in materia di Evoluzione e diversità umana.

Sarà Pievani a dare avvio alla serata,  affrontando il tema “ L’evoluzione dell’intelligenza umana: una o molteplici? “, posto dalle recenti scoperte relative all’intelligenza simbolica (arte rupestre sapiens a Sulawesi,  possibili oggetti simbolici già in Homo erectus a Giava, comportamenti simbolici in Neandertal), nel contesto della pluralità di specie recenti nel genere Homo.

“Finora si è sempre pensato che il comportamento simbolico fosse un esclusivo appannaggio di Homo sapiens e il risultato di un’evoluzione recente nella nostra specie”, sintetizza Pievani, “ma alcune scoperte pubblicate nei mesi scorsi mettono in discussione queste tesi. La mobilità delle specie del genere Homo e la compresenza di più forme umane fino a tempi recenti richiedono forse una revisione dei nostro modelli”.

A  seguire,  Barbujani parlerà del “ Perche’ non possiamo non dirci africani”, alla luce dei moderni studi sul genoma che hanno permesso di capire perché nell’uomo non si trovano le nette differenze geografiche comuni in altre specie, come per esempio nello scimpanzé.

Spiega Barbujani: “Ogni popolazione è in qualche modo diversa da ogni altra, ma ciascuna contiene, in media, quasi il 90% della diversità dell’intera specie, cosicché le differenze sono in realtà sfumature in una variabilità continua, al cui interno è arbitrario tracciare linee di separazione. Comprendere la diversità umana è fondamentale, non solo per la ricerca clinica e farmacologica, ma per ricostruire la nostra storia remota, dall’uscita dall’Africa di un piccolo gruppo di cacciatori ai processi di espansione, isolamento e contatto che hanno dato forma alle nostre differenze”.

L’iniziativa rientra nell’ambito degli incontri di approfondimento organizzati in collegamento con la mostra multisensoriale “ANTHROPOS. Alle origini dell’uomo”, allestita fino al 3 maggio al Museo di Storia Naturale di Ferrara (via F. De Pisis, 24) e organizzata in collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici, Sezione di Scienze preistoriche e antropologiche e il Museo di Paleontologia e Preistoria del Sistema Museale di Ateneo dell’ Università di Ferrara.

Ferrara, 8 aprile 2015

Maria Grazia Campantico