A Unife la presentazione del libro “Schiavitù latenti. Gravi forme di sfruttamento nel ferrarese”

 

Nell’ambito del  ciclo di discussioni

“Cosa succede in città? Scienze sociali e problemi del presente”

 

Nuovo appuntamento domani, mercoledì 22 aprile, alle ore 17.30 all’Arci “Bolognesi” di Ferrara, (p.zza San Nicolò, 6a), con il ciclo di discussioni “Cosa succede in città? Scienze sociali e problemi del presente”, promosso dal Laboratorio di Studi Urbani del Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università di Ferrara, diretto dai Professori Alfredo Alietti e Giuseppe Scandurra.

Nel corso dell’incontro sarà presentato il libro “Schiavitù latenti. Gravi forme di sfruttamento nel ferrarese” (Maggioli 2014), a cura di Francesco Carchedi, che nasce da una collaborazione tra Regione Emilia Romagna - Servizi e Politiche per l'Accoglienza e l'Integrazione sociale, Comune di Ferrara, Centro Donna Giustizia - Progetto "Oltre la Strada", ASP - Centro Servizi alla Persona e Camera del Lavoro Cgil di Ferrara.

Ad intervenire alla presentazione Domenico Perrotta, Cristiano Pistone e il Centro Donna Giustizia di Ferrara, con l’introduzione di Giuseppe Scandurra.

L'inchiesta sociale in Italia ha una storia molto ricca nel corso della quale - come ha scritto Enrico Pugliese - ha affrontato in maniera innovativa aree e problematiche sociali trascurate dai filoni di ricerca accademici. Questo libro si inserisce a pieno titolo in questo filone, integrando la serie di lavori collettivi di inchiesta sociale portati a termine nel corso degli ultimi due decenni in Emilia Romagna su diversi aspetti, con problemi ed esperienze connessi alla nascente presenza di lavoratori immigrati. La questione su cui si è focalizzata l'attenzione di questa nuova inchiesta è la presenza non episodica, nella geografia occupazionale degli immigrati in Italia, di situazioni di grave sfruttamento, che in casi estremi, ma non così infrequenti da poter essere considerati marginali, configurano situazioni definibili come rapporti servili o di tipo para-schiavistico. Vengono così scoperte piccole, ma significative zone d'ombra inquietanti, caratterizzate da forme lavorative che si pensavano relegate al passato remoto.

 

Ferrara, 21 aprile 2015

Carlotta Cocchi