La casa dei Casti Amanti

last modified Dec 10, 2010 09:59 AM
Dal rilievo archeologico alla struttura urbanistica

In un primo progetto di ricerca, riguardante la realizzazione di studi ed indagini diagnostiche sulle pitture murali e sui graffiti del complesso archeologico della Casa dei Casti Amanti sono state effettuate prove di rilievo 3D sugli scheletri di animali presenti all'interno di un ambiente e su alcuni graffiti di piccole dimensioni.

Questa prima campagna di sperimentazione é stata effettuata con lo scanner 3D Minolta Vivid 700, strumento adeguato al rilievo di zone di dimensioni medio-piccole. Si é effettuata una significativa verifica sul campo dell'utilità di tale strumentazione che, associata a campagne multispettrali e colorimetriche, é risultata idonea alla strutturazione di un modello metrico-morfologico delle zone rilevate da cui estrapolare accurati dati dimensionali sul bene indagato. Sulla base di questa prima positiva campagna di rilievo é stato possibile definire un progetto di sperimentazione più ampio, che prevede in particolare l'utilizzo dello scanner Cyrax 2400, così da effettuare rilievi di tipo architettonico e verificare anche su questa scala la validità della metodologia finora adottata.

Il progetto di ricerca riguarda il rilievo plano-altimetrico dell'insula 12 della regione IX di Pompei, per la definizione di un modello metrico-morfologico, sulla cui base saranno organizzati gli elaborati grafici necessari per la redazione del progetto preliminare della copertura del sito archeologico. Con la campagna di rilievo sono stati acquisiti dati riguardanti la geometria e la morfologia delle strutture presenti nel sito archeologico. Attraverso l'elaborazione dei dati di rilievo e sulla base dei risultati di indagini precedentemente realizzate, sarà poi possibile arrivare alla creazione di un banca dati informatizzata opportunamente organizzata. Inoltre durante la campagna di rilievo sull'insula dei Casti Amanti é stato possibile sperimentare l'utilità del laser scanner 3D Cyrax 2400 a varie scale dimensionali, e quindi non solo per il rilievo di reperti e strutture architettoniche, ma anche per il settore urbanistico.

In definitiva, il caso di Pompei sta progressivamente diventando sempre più interessante, in quanto é ora possibile creare modelli tridimensionali dell'area degli scavi, basati sulle scansioni del Cyrax integrate opportunamente con le metodologie topografica e fotogrammetrica.

Chi erano i Casti Amanti?
In realtà il nome attribuito all’insula 12 che si apre su via dell’Abbondanza a Pompei deriva da un affresco che decora una stanza da pranzo di un’importante panificio-industriale di grandi dimensioni, completo di zone di preparazione e stoccaggio, stalle e servizi di lavorazione e di vendita. Immagini “caste” (di una ricca abitazione) che sintetizzano un mondo d’emozioni e di affetti sospeso prima della catastrofe. Tutta la “casa-laboratorio del fornaio” è in effetti un potente strumento di ricostruzione della memoria di quei giorni sia per le vicende che si stavano conducendo (lavori di restauro a pitture e decorazioni sono rimasti interrotti anch’essi dall’eruzione) sia per l’approccio al recupero che è stato imposto nel complesso scavo iniziato dal 1987: lasciare visibile al pubblico dei visitatori il percorso degli eventi vulcanici, le sue fasi, le forze che agiscono sulle pareti, tentando una ricostruzione che possa permettere di comprendere meglio i lunghi istanti della fine di Pompei.  Ma lo scavo dei Casti Amanti è anche uno straordinario lavoro di ricerca multidisciplinare in cui è stato possibile far confluire sull’archeologo competenze strategiche per datare, comprendere, analizzare ogni singolo rinvenimento: botanici che studiano i pollini delle radici rinvenute nell’elegante giardino centrale, esperti dell’alimentazione che cercano di comprendere processi di lavorazione, sistemi di cultura, e poi zoologi, ingegneri e geologi impegnati nell’analisi stratigrafica quanto a salvare le esatte posizioni dei reperti che delineano il “racconto della catastrofe”. E in questo quadro si inserisce anche uno sforzo nuovo, che vede l’azione di tecnologie strumentali innovative per il rilievo di forme e superfici.

Lo scanner per l’archeologia
Gli scanner laser 3D, applicati solo da alcuni anni sui beni culturali, derivano la loro efficacia da settori della sperimentazione industriale; sono fasci di luce laser che scorrendo o pennellando la superficie permettono di ricreare in tempi rapidissimi configurazioni tridimensionali precise metricamente e rapidamente gestibili ed utilizzabili.
Rispetto al rilievo tradizionale si realizza, quindi, un vero salto di scala.
Infatti, il percorso metodologico, che si collega ad una diretta acquisizione di dati già in forma 3D, permette, soprattutto in condizioni specifiche dell’architettura quali quelle che sono state oggetto di sperimentazione oltre che a Pompei anche all’interno del Colosseo e delle Terme di Caracalle, di evitare (o forse sarebbe meglio dire di limitare al massimo) le perdite di informazione dovute alla necessità di una sintesi bidimensionale o di una restituzione 3D che parte dalla ricostruzione volumetrica attraverso rappresentazioni e dati metrici acquisiti per piani di sezione. Nelle architetture disegnate e rinvenute in un sito archeologico ogni contorno, ogni profilo racconta una propria storia, in cui il dato conservativo e di consistenza materica, difficilmente consente di essere sempre definito da una linea netta. L’effetto di sbrindellamento di irregolarità formale, che riconduce facilmente l’impianto monumentale a farsi riconoscere come struttura e articolazioni di parti, può risultare, allora, leggibile e descrivibile attraverso un percorso di acquisizione che non crea una preordinata gerarchia di piani di sezione (dove cioè il lavoro del rilevatore si deve giustamente limitare).E’ facilmente comprensibile come queste problematiche risultino presenti soprattutto nei siti archeologici, dove le forme dei complessi e delle emergenze architettoniche devono essere lette e documentate in rapporti di scala necessari per comprendere la situazione dell’impianto ma anche i gradi di conformazione e conservazione delle sue parti costitutive.

La ricerca

In un primo progetto di ricerca, riguardante la realizzazione di studi ed indagini diagnostiche sulle pitture murali e sui graffiti del complesso archeologico della Casa dei Casti Amanti e diretto dal Antonio Varone, funzionario della Soprintendenza Archeologica di Pompei, sono state effettuate prove di rilievo 3D sulle impronte degli scheletri dei muli e degli asini rinvenuti nelle stalle  del panificio e su alcuni graffiti di piccole dimensioni.
Questa prima campagna di sperimentazione è stata effettuata con un piccolo scanner 3D trasportabile e flessibile (il Minolta  Vivid 700), uno strumento adeguato al rilievo di zone di dimensioni medio-piccole e di oggetti. Le forme, prelevate da una serie di scansioni che vengono adeguatamente registrate, permettono di definire un modello metrico con precisione millimetrica e, nei dati di ogni singola presa, anche inferiore al millimetro. Una configurazione morfologica esatta che consente all’archeologo ed al restauratore di poter utilizzare, con relativa rapidità, informazioni importanti per la documentazione e per il recupero.
Questa prima sperimentazione è stata un importante test, anche durante le fasi di scavo, per la strumentazione digitale. Associata a campagne multispettrali e colorimetriche, l’indagine di rilievo tramite scanner 3D è risultata adatta alla strutturazione di un modello metrico-morfologico delle zone rilevate da cui estrapolare poi accurati dati dimensionali sul bene indagato. Sulla base di questa prima positiva campagna di rilievo è stato possibile definire un progetto di sperimentazione più ampio, che prevede in particolare l’utilizzo di uno scanner di maggiore portata (il Cyrax 2400), che offre l’opportunità di effettuare rilievi di tipo architettonico (fino a 40-100 metri di distanza prelevando nuvole di punti 3D con una velocità di 800 punti al secondo). Il peristilio che apre sul giardino centrale della casa-laboratorio è stato quindi oggetto di una attenta operazione di rilievo: sono stati acquisiti circa dieci milioni di punti.
Il progetto di ricerca riguardante il rilievo plano-altimetrico dell’insula 12 della regione IX di Pompei, guidato dal “Nub Lab” dell’Università di Ferrara, è importante anche perché i risultati costituranno la base per la definizione di un modello metrico-morfologico necessario alla redazione del progetto preliminare della copertura del sito archeologico. Oggi le grandi impalcature in tubi Innocenti sovrastano l’area degli scavi e limitano, anche visivamente, la comprensione spaziale del sito.
Con la campagna di rilievo sono acquisiti dati riguardanti la geometria e la morfologia delle strutture presenti nel sito archeologico. Attraverso l’elaborazione dei dati di rilievo e sulla base dei risultati di indagini precedentemente realizzate, sarà poi possibile arrivare alla creazione una banca dati informatizzata opportunamente organizzata. Inoltre, con la campagna di rilievo sull'insula dei Casti Amanti è stato possibile sperimentare l'utilità del laser scanner 3D Cyrax 2400 a varie scale dimensionali, e quindi non solo per il rilievo di reperti e strutture architettoniche, ma anche per il settore urbanistico.
In definitiva, il caso di Pompei sta progressivamente diventando sempre più interessante, in quanto è ora possibile creare modelli tridimensionali dell'area degli scavi (punto di partenza per gli studi di approfondimento) basati sulle scansioni del Cyrax-System integrate opportunamente con le metodologie topografica e fotogrammetrica.

 

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