La Biblioteca Laurenziana a Firenze

last modified Dec 16, 2010 12:56 PM
Il vestibolo e la sala di lettura

Il vestibolo_Nel 1524 iniziano i lavori, affi dati da Papa Clemente VII a Michelangelo, per la costruzione della biblioteca pubblica destinata ad accogliere la pregiata collezione di manoscritti iniziata da Cosimo il Vecchio e perfezionata dal Magnifico. La Biblioteca viene da subito concepita secondo una articolazione di ambienti con differenti caratteristiche che dovevano succedersi stimolando diverse esperienze spaziali: il percorso inizia dall’ingresso, costituito dal Vestibolo -o Ricetto- pensato come buio, raccolto e sviluppato verso l’alto, continua nella Sala, voluta ampia, luminosa e a sviluppo orizzontale e doveva terminare nell’ambiente triangolare, munito come un bastione, destinato alla custodia dei codici più preziosi (non realizzato).
Alla morte di Clemente VII, nel 1534, i lavori si interrompono e vengono terminati successivamente, su disegno michelangiolesco: la imponente scala tripartita viene realizzata in pietra serena da Bartolomeo Ammannati, la collocazione sul soffitto del telo dipinto ad imitazione di quello ligneo della Sala avviene solo tre secoli dopo, per opera del Lolli.

 

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L’interrogazione produce la possibilità di selezionare i piani e gli assi di visualizzazione e contestualmente di selezionare gli ambiti spaziali interessati. Diversamente dall’effetto sezione, che identifi ca un piano (rispetto ad uno di riferimento) intercettante la nuvola di punti per estrarne profi li e andamenti.I dati sono stati selezionati per permettere una lettura in trasparenza delle corrispondenze volumetriche della struttura del vestibolo con l’integrazione della scala tripartita realizzata in pietra serena da Bartolomeo Ammannati.

 

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La sala di lettura_Sebbene l’incarico di progettare la biblioteca per ospitare la collezione di manoscritti iniziata da Cosimo il Vecchio risalisse al 1519, solo nel 1523 -con l’elezione del nipote di Cosimo, Giulio De’ Medici, come Papa Clemente VII- Michelangelo inizia realmente i lavori di adattamento di alcuni locali nei chiostri di San Lorenzo, con il programma progettuale di dare con la libreria forma visibile non solo all’ambiente ma anche al progetto culturale ad essa sotteso.
La prima metà del 1524 venne dedicata all’esplorazione delle diverse soluzioni per la localizzazione della grande sala, che venne realizzata sopraelevando e consolidando i sottostanti locali del braccio occidentale del chiostro. I lavori andarono avanti per tutto il 1525; dello stesso anno è la scelta defi nitiva circa una sola scala al centro del ricetto. Nel 1526 la sala era quasi finita e vennero impostate alcune colonne del ricetto. I lavori si interruppero nel 1534 -mentre i carpentieri erano al lavoro sui plutei- con la partenza di Michelangelo da Firenze.
A più riprese, tra il 1537 e il 1568, i lavori vennero ripresi e furono terminati sul disegno michelangiolesco.

 

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