"Non abbiamo più né casa, né vigna, né tetto": letture sceniche da "Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia. Diari e lettere 1938-1945", di M.Avagliano e M.Palmieri, nell'ambito delle iniziative ferraresi per il "Giorno della Memoria

ultima modifica 20/01/2013 15:12
Giovedì 31 gennaio, ore 16,45 - Aula Magna del Dipartimento di Giurisprudenza, Corso Ercole d'Este n.37

 

Progettazione drammaturgica: Daniele Seragnoli e Filippo Zattini

Organizzazione scenica: Daniele Seragnoli

Musiche originali composte ed eseguite da Filippo Zattini (violino e viola), con la collaborazione di Lorenzo Ciotti (clarinetto) e Michelangelo Gandini (chitarra e mandolino).

Voci e corpi: Giulia Aguzzoni, Denise Ania, Martina Cuono, Giuseppe Lipani, Roberta Pira, Alessandro Tagliati, Alessandra Tracchi

La vita scorreva con i suoi consueti ritmi quotidiani, nell’Italia del 1938: lavoro, incontri con gli amici, balli, passeggiate all’aria aperta, studio…

Poi giunge la ferita vergognosa delle leggi razziali che logorano un tessuto sociale consolidato lasciando dapprima attoniti e increduli, infine sempre più accorati e angosciati – con l’aumentare progressivo della repressione – gli ebrei d’Italia, cittadini al pari degli altri.

Prendendo spunto dall’ampia scelta di testimonianze di quell’epoca (lettere, pagine di diario, annotazioni, pensieri), abbiamo progettato nei laboratori del Centro Teatro Universitario un evento sotto forma di lettura scenica tenendo in primo piano le linee guida della nostra ormai pluriennale ricerca: lavoro sulla memoria, in tutte le sue accezioni, da svelare e manifestare con l’ausilio del corpo e non di semplici voci narranti.

Il fluire è continuo: dai brani immediatamente successivi alle leggi razziali e al conseguente presagio di isolamento, alla scelta di emigrare all’estero, l’internamento libero e nei campi di concentramento, la persecuzione e gli eccidi, il lager, i testamenti, i sopravvissuti e il difficile ritorno alla vita.

La “scatola” della memoria e del teatro si apre, da essa emergono – guidati dalla musica – i personaggi che ci hanno lasciato testimonianza del loro percorso esistenziale: non fantasmi di un’epoca lontana, ma apparizioni, immagini, presenze e spiriti vivi ancora oggi.

Per questo abbiamo scelto non la forma della semplice “lettura declamata”, quanto piuttosto la composizione di una sorta di “oratorio scenico” che amalgama voci e corpi in azione con l’ausilio di una musica appositamente composta ed eseguita dal vivo: non una convenzionale colonna sonora, ma una ulteriore presenza teatrale o vero e proprio metaforico “personaggio” portatore di memoria e ricchezza espressive.